Atto
esecutivo che contiene obiettivi legalmente vincolanti e
decisioni sulla attuazione operativa di alcuni degli impegni
della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici (United
Nation Framework Convention on Climate Change) firmato nel
dicembre del 1997 a conclusione della terza sessione plenaria
della Conferenza delle parti (COP3). Il Protocollo impegna
i paesi industrializzati e quelli a economia in transizione
(i paesi dell’Est europeo) a ridurre complessivamente del
5,2 per cento le principali emissioni antropogeniche di
gas serra entro il 2010 e, più precisamente, nel
periodo compreso tra il 2008 e il 2012. Il paniere di gas
serra considerato nel Protocollo include sei gas: l’anidride
carbonica, il metano, il protossido di azoto, i fluorocarburi
idrati, i perfluorocarburi, l’esafloruro di zolfo. L’anno
di riferimento per la riduzione delle emissioni dei primi
tre gas è il 1990, mentre per i rimanenti tre (che
sono gas lesivi dell’ozono stratosferico e che per altri
aspetti rientrano in un altro protocollo, il Protocollo
di Montreal) è il 1995. La riduzione complessiva
del 5,2 per cento non è uguale per tutti i paesi.
Per i paesi membri dell’Unione europea nel loro insieme
la riduzione dovrà essere pari all’8 per cento, per
gli USA al 7 per cento, per il Giappone al 6 per cento.
Il Protocollo di Kyoto entrerà in vigore dopo 90
giorni dalla ratifica da parte di non meno di 55 paesi parti
della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici, compresi
i paesi dell’Annesso I (cioè sostanzialmente i paesi
industrializzati) che siano responsabili nel complesso di
almeno il 55 per cento delle emissioni complessive di CO2
relative al 1990.
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